Soccer Talks: il riassunto della prima puntata

“Situazione di non facile gestione. La priorità del lavoro è stato tenere un filo diretto con la squadra per non far sentire i giocatori abbandonati. Viviamo nell'incertezza e questa è la cosa più destabilizzante in un mondo che ha bisogno di solidità e progetti. La nostra posizione era favorevole alla sospensione del campionato ma non per un approccio speculativo, anche perché abbiamo garantito gli stipendi a tutti i tesserati, ma semplicemente non ci sono le condizioni sanitarie per riprendere - ha detto Carlalberto Ludi -. Io sono favorevole al cambiamento, ma in determinate condizioni. Pensare di rivoluzionare ora il format della C è impossibile. Gestiamo la crisi, capiamo gli scenari del futuro prossimo delle società e dal 2021/22 prepariamo il terreno per una riforma di sistema che non può essere solo legata alla riduzione delle squadre”.

“Ci siamo ritrovati ad affrontare una problematica nuova. Riprendere i campionati o meno non è legato a problematiche economiche, quindi dover decidere per lo stop è stato più facile, anche se per alcuni ragazzi rinunciare a una parte di campionato Under 17 può essere un problema per la potenziale crescita caratteriale e tecnica. Le scelte saranno dettate dal lavoro fatto pre coronavirus. In tempo di crisi tanti ragazzi pronti possono trovare la fiducia necessaria per fare il salto di qualità”, ha aggiunto Edoardo Pane.

“A Venezia abbiamo interrotto le attività subito, mettendo la salute di tutti al primo posto. Abbiamo cercato di trovare un filo conduttore per tenere ragazzi impegnati, sfruttando anche la tecnologia. Abbiamo puntato anche sull'auto-organizzazione e auto-esigenza, soprattutto per coloro che si affacciano al calcio professionistico e che, quindi, devono pretendere il massimo da se stessi. Io ho sfruttato questo periodo per studiare, confrontarmi e crescere. La crisi porta un'opportunità di riflessione per tutti, per i tecnici e le società, ma anche per le federazioni per rivedere la distribuzione degli introiti e la fiscalità”, questo il pensiero di Andrea Soncin.

“La cristallizzazione della stagione a fine febbraio pone delle domande sulla valorizzazione del materiale tecnico. Credo che poter parlare di futuro sia complicato e il fatto che ci sia un dibattito così acceso intorno al calcio dimostra il pathos che c'è intorno a questo bellissimo sport e l'importanza che ha in fatto di business. Ho sentito tante voci, alcune in antitesi, come il fatto di sospendere i campionati, ma di disputare i playoff. La Lega Pro va ristrutturata, ma in pochi mesi non si possono fare cambiamenti importanti perché c'è troppa incertezza. Copiare cosa fanno altri paesi o rimodulare quello che non funziona non è sbagliato. Inoltre, vanno tenute in considerazione le esigenze delle varie piazze per creare più interesse e senso d’appartenenza”, ha detto Moreno Zebi.

Questo il punto di vista dell'avvocato Andrea Scalco: “In estate arriveranno tanti ricorsi perché ogni decisione creerà degli scontenti col rischio che la giustizia federale vada a ingolfarsi, portando a dei ritardi per la prossima stagione. Si sta cercando una soluzione che scontenti meno società possibili, la soluzione perfetta non c'è e alcuni ricorsi ci saranno senza dubbio. Le N.O.I.F. sono immutate rispetto ad anni fa, quindi prima del cambio di un format servirà una stagione 'cuscinetto'. La riforma dev’essere fatta per il bene del calcio italiano, compreso il settore dilettantistico. Il caso Mulas? Tutto è scaturito da un messaggio in cui il calciatore chiedeva via WhatsApp a un suo ex compagno di impegnarsi oltre misura in un'altra gara. La Procura ha deferito il ragazzo per il messaggio e il Piacenza per responsabilità oggettiva. Nei tre gradi di giudizio, la società è stata riconosciuta estranea. È un caso che ha creato un precedente giurisprudenziale importante in quanto a fronte della responsabilità del tesserato è stata esclusa la responsabilità oggettiva del club”.

 

 

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