Fare qualcosa di importante con la maglia del Pordenone. È questo il desiderio principale di Matteo Gerbaudo. Il centrocampista scuola Juventus (di cui è stato anche capitano della Primavera) in estate ha sposato il progetto neroverde e ora vuole rispondere sul campo alla fiducia di un club che ha puntato forte su di lui, proponendogli un accordo triennale. 

Matteo, iniziamo dal match di ieri in Coppa Italia contro il SudTirol. Peccato per la sconfitta ma la squadra ha dimostrato di esserci.

“Perdere non fa mai piacere. Il risultato non è stato nostro favore, ma penso che la squadra abbia giocato abbastanza bene e che il 2-1 finale non rispecchi la prestazione. Purtroppo abbiamo pagato un calo di concentrazione e una ripartenza nel tentativo di trovare il gol del vantaggio”.

E domenica sfidate... il SudTirol.

“Il bello del calcio è che ti dà sempre l'occasione per rifarti e domenica avremo la nostra chance ancora contro di loro. Andare avanti in coppa avrebbe fatto piacere, ma il nostro principale obiettivo resta il campionato”.

Che ambiente hai trovato a Pordenone?

“Un gruppo di gente umile, fatto da grandi lavoratori, con un'idea chiara: giocare un buon campionato ma senza l'ansia di vincere. Alla fine parlano le prestazioni in campo e fino a ora questo ci sta dando ragione. In questo senso un plauso va alla professionalità della dirigenza, della società e del mister”.

Insomma, un'opportunità da non perdere.

“Quando ho saputo dell'interesse del Pordenone ero molto contento. È sì una società giovane, ma che sta lavorando alla grande e spero di dare il mio contributo anche per ripagare la fiducia che mi è stata data”.

Sembri molto più maturo di quanto non dicano i tuoi 21 anni. Merito della scuola Juventus?

“È soprattutto merito della mamma (ride, ndr), però la Juventus è stata una parentesi molto importante della mia vita perché mi ha plasmato calcisticamente e umanamente”.

Qual è il tuo idolo?

“Claudio Marchisio. Lo seguo fin da quando ha iniziato a giocare in B con la Juventus. Col passare degli anni i nostri ruoli si sono avvicinati e mi sono sempre ispirato molto a lui”.

Che idea ti sei fatto di questo campionato di Lega Pro?

“È un campionato molto difficile, lungo e penso che il nostro sia il girone più equilibrato, con sette o otto squadre che possono giocarsi il titolo. Tra queste ci siamo anche noi. Penso che negli anni, soprattutto dopo l'introduzione della Lega Pro Unica, il torneo si sia livellato”.

Un'ultima cosa: quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“Portare il Pordenone più in alto possibile, magari da protagonista. Mi piacerebbe vivere un'annata senza problemi, trovando continuità e giocando il più possibile”.

Foto: Pordenonecalcio.com

 

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