Lasciare casa a 14 anni per inseguire il sogno di fare il calciatore professionista. In tanti l'abbiamo immaginato, solo qualcuno è arrivato al termine di questo percorso. Di quel qualcuno fa parte Ernesto Starita, talentuoso trequartista, classe 1996, partito giovanissimo dalla sua Napoli per andare prima al Padova, poi alla ProVercelli (che l'ha girato in prestito alla Fidelis Andria) per dimostrare che lui nel calcio dei grandi può starci.

Ernesto, la tua è una bella storia di sport ma soprattutto di vita.

“I primi tempi lontani da casa sono stati difficili. Quando sei così giovane è rinunciare a stare con gli amici e la famiglia, ma sono stato sospinto dalla voglia di arrivare e di fare della mia più grande passione, il calcio, la mia vita”.

Nonostante i chilometri che vi separavano, l'apporto della tua famiglia non è mai venuto meno.

“La famiglia è stata ed è fondamentale. Lo sarà in tutto il mio percorso. Hanno sempre appoggiato le mie scelte, mi permettono di stare tranquillo e di pensare solo a giocare. So che quando c'è da discutere su qualcosa loro sono sempre con me”.

Sei passato in pochi mesi dal fallimento del Padova all'exploit con la Pro Vercelli. Una bella girandola di emozioni.

“Alla fine un momento molto difficile della mia vita si è trasformato in una grande opportunità. Sono andato in una società organizzata sotto tutti gli aspetti. I primi sei mesi con la Primavera della Pro Vercelli sono andati benissimo e questo mi ha permesso di passare subito in prima squadra”.

Che tipo di giocatore sei?

“Sono un esterno d'attacco molto duttile, posso fare anche la seconda punta. Sono veloce, ho buona tecnica e amo puntare l'uomo”.

Il paragone con Lorenzo Insigne sembra azzeccato.

“sì, lui è il mio punto di riferimento”.

Dicevamo della Pro Vercelli: ha dimostrato di credere fortemente in te.

“Sì. Ho sottoscritto un contratto di tre anni e recentemente ho rinnovato fino al 2019, segno che credono in me. Spero di ripagare la fiducia che mi è stata data con delle belle prestazioni in campo”.

Intanto ti stai facendo le ossa alla Fidelis Andria.

“Qui ho trovato un gruppo fantastico. Lavoro tutti i giorni per mettere in difficoltà il mister e cercare di giocare il più possibile”.

Non dimentichiamoci della parentesi al Pisa, dove hai vissuto sei mesi intensi con mister Gattuso che stravedeva per te.

“È stata un'esperienza bellissima, in una piazza dal calore unico. Conoscete tutti Gattuso e penso che abbia fatto qualcosa di straordinario. Ha lavorato sulla tattica, ma anche tanto sulla testa di noi giocatori. Ho raccolto 14 presenze e tre gol, un buon bottino”.

Un'ultima cosa: in estate siete stati in ritiro a Norcia. Che effetto ti ha fatto vedere la città distrutta dal terremoto?

“Sono stati immagini shoccanti. È stato brutto vedere la piazza dove ci siamo radunati per tutte le sere ridotta in macerie. Abbiamo conosciuto quella gente e sono sicuro che saprà rialzare al testa e mettersi alle spalle questo momento”.

 

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