Positivo e sorridente per superare le difficoltà che questa stagione sta proponendo, non solo in campo. Cesare Ambrosini, nonostante la giovane età (è del 1990) ha l'esperienza e la consapevolezza del leader. Non a caso, a soli 24 anni, è il capitano del Como, come nell'anno della promozione in Serie B. Ora gli scenari sono cambiati, ma la voglia di fare bene è rimasta invariata.

Cesare, iniziamo da domenica: avete sfiorato l'impresa fermando sul 2-2 la Cremonese.

“Sì, proprio così. Abbiamo commesso qualche errore nel finale che ci è costato la vittoria, ma la prestazione è stata ottima contro una squadra che lotta per vincere il campionato”.

Ammettilo, un po' hai “rosicato” per non essere stato della gara?

“Sì perchè le ammonizioni che mi sono costate la squalifica non sono frutto di proteste o falli cattivi, ma necessari per evitare delle ripartenze. Comunque i miei compagni hanno fatto una grande gara”.

Ora siete in piena zona playoff. La sensazione è che il campionato sarà combattuto fino alla fine. Sei d'accordo?

“Sì. La classifica è molto corta e basta poco per perdere o recuperare posizioni. La nostra posizione è avvalorata dal percorso societario che stiamo vivendo in questo momento. Siamo in lotta con squadre che stanno facendo bene, ma che alle spalle hanno anche società solide; noi, da questo punto di vista, siamo più sotto pressione”.

In campo, però, sembrate molto sereni.

“In effetti quando giochiamo riusciamo a liberarci di certi pensieri e giochiamo come sappiamo perchè vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. Non è facile lavorare serenamente in settimana perchè ci sono preoccupazioni che tolgono energie e rischiano di distrarre un gruppo fatto anche da tanti giovani. Penso che si debba fare un plauso a tutta la squadra”.

Dove può arrivare il Como?

“È una bella domanda. Abbiamo la consapevolezza di essere un buon gruppo dentro e fuori dal campo e in questa categoria è fondamentale. Quando abbiamo vinto il campionato non eravamo forse la squadra più forte, ma abbiamo creato un grande gruppo. Stiamo bene, abbiamo voglia di lavorare e migliorarci, con grande positività. In una situazione societari diversa potremmo parlare di playoff, ora invece dobbiamo penare a salvarsi, poi quello che viene in più è tutto di guadagnato”.

E Cesare Ambrosini dove può arrivare?

“I miei obiettivi personali sono fare bene, costruirmi un futuro a prescindere da tutto. Provo a dare sempre il massimo, ma quello che succederà nei prossimi mesi non dipenderà da me o dai miei compagni. Ho dimostrato grande attaccamento a una maglia con la quale ho vinto un campionato da capitano e che è, quindi, una parte indelebile di me”.

E poi c'è il traguardo del primo gol tra i professionisti...

“Verissimo. Questo è il primo anno che mi presento con costanza in area avversaria, ho avuto un po' di occasioni, speriamo che presto arrivi il gol”.

Per concludere, quali sono le tue favorite nei tre giorni di Lega Pro?

“Nel gruppo A penso che l'Alessandria sia favorita su tutte le altre. Nel B devo dire il Parma, se non altro perchè centra poco con la Lega Pro. Nel C più che dire una favorita, spero che vinca il Lecce perchè è una piazza che merita altri palcoscenici e perchè ci sono dei grandi amici come Dumbia e Giosa che vestono il giallorosso”.

 

Foto: F. Diotti FKD

 

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