Una vita in biancazzurro. Matthias Solerio, a dispetto dei soli 24 anni è ormai, una bandiera della Giana Erminio. Arrivato a Gorgonzola nel 2011, è stato tra i protagonisti della scalata della squadra di mister Albè, di cui è fedelissimo come testimoniano le oltre 100 presenze negli ultimi quattro anni, dalla Promozione alla Lega Pro.

Dopo due anni in terza serie, sente che il terzo può essere quello buono per tentare di raggiungere qualcosa di più.

Matthias, com'è iniziata la tua storia alla Giana Erminio?

“Dopo un anno al Bussero, in Promozione, sono stato acquistato dalla Giana che era appena retrocessa dall'Eccellenza. Si è creato un bellissimo gruppo che ha permesso alla squadra di fare una cavalcata entusiasmante fino alla Lega Pro. Di quel gruppo siamo rimasti in quattro: oltre a me ci sono Marotta, Biraghi e Sosio. Non mi sento un simbolo, ma sicuramente un giocatore che ha avuto la fortuna di arrivare al professionismo partendo da lontano. Era il mio sogno, ma non mi accontento, ogni anno è un punto di partenza”.

Qual è stato il momento più difficile?

“Probabilmente l'anno scorso, quando sono passato da fare il terzino sinistro al centrale. Ho accettato volentieri il cambio di ruolo, ma a livello mentale non è stato facile”.

Anche perchè sei tifoso del Milan, indossi la maglia numero 3... Facile capire a chi ti ispiri.

“Ho sempre ammirato Paolo Maldini. Lui è il mio idolo e visto che facciamo lo stesso ruolo sono ben felice di indossare il numero 3. Quando ero piccolo giocavo come attaccante, poi mio padre, che era anche il mio allenatore, mi ha spostato in difesa e la scelta si è rivelata giusta”.

Il momento più bello, invece, che hai vissuto alla Giana?

“La gara con la Caronnese, in Serie D. Era la penultima del campionato. In caso di successo saremmo stati promossi, ma arrivò una sconfitta. A fine partita abbiamo vissuto cinque minuti lunghissimi, poi è arrivata la notizia della sconfitta del Rapallo che ci ha consegnato la promozione in Lega Pro. È stata un'emozione unica che spero di rivivere presto”.

Parlavi di tuo papà: che rapporto avete?

“È il mio primo allenatore, ascolto sempre i suoi consigli perchè di calcio ne capisce. Lui e mio fratello, con un passato nelle giovanili del Milan, sono fondamentali. Mio fratello ha dovuto smettere presto a causa di alcuni infortuni ed è un peccato perchè era davvero forte. Lui e mio padre mi stanno dando una grossa mano nel mio cammino”.

Quali sono gli obiettivi della Giana in questa stagione?

“Non sono uno che fa voli pindarici, ma vedendo come lavora squadra, i tanti sacrifici che stiamo facendo, penso che si possa ambire a qualcosa di più che la sola salvezza, che resta comunque il primo obiettivo. Ora siamo ottavi e penso che un posto nei playoff sia alla portata”.

Dopo esserti sbloccato, potrebbe arrivare anche qualche altro gol...

“In ogni stagione ho segnato almeno una rete. Spero di farne altre, ma per un difensore la prima cosa è non fare subire gol alla propria squadra”.

Per concludere, quali sono le favorite per il passaggio in Serie B nei tre gironi?

“Nel Girone A se la giocano Alessandria e Cremonese; nel Pordenone e Venezia, mentre nel C vedo favorito il Foggia, che ha un grande pubblico e un organico eccezionale, con giocatori che sanno riproporsi a grandi livelli”.

 

 

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