A vent'anni e con un curriculum già di buon livello, Martina Piemonte è il futuro del calcio femminile italiano. Con la freschezza tipica della sua età, guarda con ottimismo al finale di stagione tanto con la maglia dell'AGSM Verona quanto con quella della Nazionale.

Martina, è vigilia di Coppa Italia: che gara sarà con il Valpolicella?

“Sarà una gara da non sottovalutare. Affrontiamo una squadra che sta crescendo, che è prima in campionato e poi è un derby e tutte le giocatrici vorranno fare bene. Sarà una partita difficile”.

Per voi del Verona sarà  l'occasione di riscattare un'annata fatta di qualche alto e basso.

“Purtroppo in campionato abbiamo fatto un passo indietro rispetto al passato quindi sì, la Coppa Italia ci permetterà di dare lustro alla stagione”.

Come valuti la tua esperienza in gialloblù?

“Molto positivamente. Qui mi posso confrontare con nomi importanti del calcio femminile, con un'altra mentalità rispetto al passato e questo mi permette di crescere. Ho iniziato bene facendo subito gol, poi c'è stato qualche problema fisico, ma ora sto ritrovando la forma migliore e voglio fare bene in queste ultime quattro partite”.

Magari anche in chiave Nazionale.

“Siamo in tante a giocarci i posti per Euro 2017. Spero di partecipare alla preparazione e fare vedere il mio valore”.

Nazionale guidata dal CT Antonio Cabrini, un nome molto importante per la tua carriera.

“Sì. È stato lui a farmi debuttare in azzurro al posto di Patrizia Panico nel 2014. Ero la più giovane giocatrice a essere convocata in nazionale maggiore. Quando ho ricevuto la chiamata pensavo che si fosse sbagliato (ride, ndr)”.

Come nasce la passione per il calcio?

“È strano perchè in famiglia nessuno ci giocava. Ho iniziato a cinque anni. Mio padre all'inizio era un po' scettico, ma poco dopo è diventato il mio più grande tifoso”.

Dicevi del bagaglio di esperienza che stai facendo a Verona.

“Giocare insieme a Melania Gabbiadini è fantastico. Per me lei è un esempio, come lo è Ilaria Mauro alla quale assomiglio fisicamente. Spero di imparare da loro a fare gol”.

Si dice che il movimento femminile sia in crescita, ma...

“Ma si procede troppo lentamente. In Spagna lo sviluppo sta avvenendo in maniera più rapida. Il calcio femminile ha bisogno di visibilità e di crescita a livello economico. Una svolta potrebbe essere l'unione delle società maschili con quelle femminili”.

Tra le curiosità della tua carriera c'è anche la partecipazione a Miss Italia. Che ricordo hai di quella avventura?

“Mi hanno chiamato per rappresentare il calcio femminile in un contesto diverso. È stata un'esperienza bella, anche se per una ragazza timida come me non è stato facile essere inserita in quella realtà”.

L'aspetto fisico può rappresentare un ostacolo nel giudizio tecnico?

“Io penso di no. Ci sono giocatrici come Alex Morgan o altre ancora che sono forti e anche molto belle. Il giudizio perfetto sarebbe 'forte quanto bella'. Dal punto di vista calcistico io devo ancora crescere molto”.

Quali sono i tuoi obiettivi nel lungo periodo?

“Migliorarmi e magari più avanti fare un'esperienza all'estero. Voglio buttarmi a tutta nel calcio, senza pormi limiti e capire dove posso arrivare. Non sarà facile. In futuro mi piacerebbe studiare per poi lavorare nel settore della moda o della psicologia”.

Foto: Federico Fenzi per Agsm Verona

 

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