Hanno avuto un epilogo amaro i playout disputati dalla Vibonese. La squadra rossoblù non è riuscita a evitare una retrocessione che appare immeritata per quanto fatto vedere in particolare modo nella seconda parte della stagione. Tutti, a partire da Pietro Cogliati, hanno profuso il massimo sforzo per mantenere la categoria, ma la doppia sfida col Catanzaro ha sorriso solamente ai giallorossi.

Il difensore, comunque, è stato autore di una stagione a livello personale positiva. Sì è legato alla piazza e alla società in maniera molto stretta e ha voluto mandare un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che gli sono stati vicini:

"'Pietro che facciamo, allora andiamo a Vibo?' Mi disse così il mio procuratore al 31 di Agosto... "Vibonese? E dov'è??" Ora son passati 9 mesi..e non posso che dirvi grazie!
Grazie perchè ho incontrato fin da subito una cittadina ospitale, a partire dai miei padroni di casa che mi han trattato fin da subito come un figlio,
Grazie alla società, che si è dimostrata essere una realtà splendida, onesta e umana, realtà sempre più rara da trovare in questo 'mondo calcio', in particolare grazie ai presidenti Caffo e Beccaria perchè senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile e allo staff per aver creduto in me questa stagione.
Grazie ai tifosi, che si sono dimostrati sempre pronti ad aiutarci e a spronarci allo stadio anche nonostante tutte le difficoltà che abbiamo incontrato,
Grazie ai compagni, un gruppo fantastico che in questa stagione sofferta è riuscito sempre a rimanere unito e compatto e a regalarmi tante risate e lacrime. In particolare grazie a Gabriele Franchino che mi ha sopportato per tutto l'anno.
Grazie ai ragazzi raccattapalle che prima delle partite mi han sempre dato la carica con la loro allegria e in particolare a Paolo e Domenico Russo, (nella foto) che fin da subito mi hanno accolto quasi come fossi un fratello maggiore e mi ha ricordato come noi calciatori nel nostro piccolo dobbiamo essere esempi positivi per tutti coloro che ci guardano da fuori.
Grazie a Eugenio Ceravolo e a Mizuno per il materiale che mi ha mandato quest'anno.
E Grazie ancora a tutti coloro che ho conosciuto in questa esperienza che porteró per sempre dentro di me con l'amarezza che non siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo ma con la ricchezza di tutto quello che ho vissuto.
Grazie.
Pietro"

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