La Reggina come tappa fondamentale per riconquistare un palcoscenico importante come quello della Serie B. In estate Matthias Solerio ha accettato con grande entusiasmo l'offerta della squadra amaranto e sullo stretto ha trovato una società seria, brava ad allestire una rosa giovane ma estremamente determinata a recitare un ruolo da protagonista.

Matthias, come sta la Reggina?

“Tutto sommato siamo in un buon momento. Martedì scorso siamo incappati in una sconfitta immeritata e frutto anche di un po' di stanchezza. La nostra è una squadra giovane, ma stiamo facendo un buon campionato”.

La classifica poi è molto corta...

“È vero e quindi per portarsi a ridosso di chi ti precede basta inanellare una serie di risultati utili”.

Domenica sfidate il Lecce: è una mission impossible?

“Un tuo collega mi ha chiesto la stessa cosa prima della gara col Catania. Io penso che di partite impossibili non ce ne siano e il calcio ce lo insegna spesso. Noi andremo per fare la nostra partita, provando come sempre a vincere”.

Parlavi di una Reggina giovane: che gruppo hai trovato?

“Un gruppo che, nonostante l'età media molto bassa, ha le idee chiare. Tutti sembrano più maturi dell'età che hanno e sanno gestire bene quelle situazioni di difficoltà che tra i professionisti possono accadere rispetto a una Primavera. Ormai ho più di cento presenze tra i professionisti, un po' di situazioni le ho viste e posso dire che il gruppo c'è. Dobbiamo solo conoscerci un po' meglio e riusciremo a fare il salto di qualità”.

È la tua seconda esperienza al sud e a Reggio Calabria, come ad Avellino, hai trovato una piazza calda, che vive il calcio con passione.

“Proprio così. Entrambe le società meritano palcoscenici superiori. Cinque anni fa sarebbe stato un sogno essere alla Reggina o in Serie B, quindi sono contento di essere qui e spero che si possa fare sempre meglio”.

Come ti sei trovato in città?

“Benissimo. Sono rimasto conquistato dalla bellezza di Reggio Calabria”.

Che idea ti sei fatto del Girone C?

“È un campionato molto aperto, dove si corre dall'inizio alla fine, anche a rischio di concedere degli spazi. Per questo si segna molto. C'è tanto agonismo e forse una buona fase difensiva alla lunga può fare la differenza. Per questo dico che dobbiamo conoscerci meglio e affinare certi meccanismi”.

Prima di salutarci una domanda è d'obbligo: quali sono i tuoi obiettivi?

“Fare bene per la squadra per provare a tornare all'Avellino con un ruolo importante. È una piazza che mi è rimasta nel cuore e mi piacerebbe giocare le mie carte lì in futuro”.

 

 

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