"Il precedente sistema ha alimentato una giungla senza regole della procura sportiva". Inizia così l'intervista che il nostro presidente, Alberto Orlandi ha rilasciato ad Andrea Losapio di Tuttomercatoweb. L'occasione è stata propizia per fare chiarezza sul ritorno dell'albo professionale che dovrebbe essere ufficializzato oggi e sulle dinamiche che caratterizzano questo particolare ambito lavorativo.

Ritorna l'albo procuratori, è una buona cosa?

"Oggi ci sarà l'ultima per l’approvazione dell’emendamento alla Manovra che di fatto elimina la liberalizzazione dei Procuratori sportivi voluta nel 2015 da Blatter e che di fatto ha decretato la deregulation. Il vero obiettivo della scelta nel 2015 della FIFA, a mio avviso, non è mai stato quello di liberalizzare la professione quanto, al contrario, quello di cercare di attuare un controllo ad ampio raggio sui soggetti che rappresentano giocatori o club nelle negoziazioni dei contratti di lavoro e negli accordi di trasferimento, al fine di assicurare una maggiore trasparenza. Spero che con la prossima gestione del CONI, vengano ripristinati albo, regole, esami di abilitazione e certificati penali “puliti”, come d’altronde avviene in ogni rispettabile professione".

Ci sono troppi procuratori in Italia? 

"Nel 2013 gli agenti abilitati erano circa 500, nell’agosto 2017 sono diventati, a seguito dell’introduzione del nuovo regolamento 958 e dal dicembre dello stesso anno il numero è lievitato a circa 1050! Da una veloce analisi si può facilmente dedurre che solo una minima parte degli iscritti al registro degli intermediari sportivi FIGC abbia davvero degli assistiti, ciò a testimoniare come questa professione, che sta diventando sempre più di tendenza, venga svolta spesso in maniera non professionale da coloro che io definisco “cercatori d’oro”, che guardano solo all’interesse economico nel breve periodo, senza lungimiranza e valori professionali/umani. È impensabile che oggi non vi sia un albo professionale ma soprattutto non vi sia un percorso di formazione iniziale e di aggiornamento periodico obbligatorio per i procuratori sportivi, così come avviene per gli allenatori, i direttori sportivi e i dirigenti dei Club. Ben vengano anche i corsi di formazione e preparazione professionale, sempre se organizzati e svolti da soggetti o entità realmente appartenenti al nostro settore, davvero operativi nella realtà e non solo nella teoria. Studio Assist & Partners, investe molto sugli aspetti legati alla formazione dei propri collaboratori che costituiscono l’ossatura portante della nostra società. Una formazione iniziale teorica svolta in aula, integrata successivamente da un’attività on-field ripetuta, che avviene grazie al supporto costante di figure esperte, in modo da completare la formazione della risorsa non solo nella teoria ma anche sugli aspetti pratici. Solo in questo modo possiamo trasmettere con successo la nostra politica operativa e valoriale.  La nostra azienda non vuole dar spazio all’improvvisazione, soprattutto quando la posta in gioco è il futuro lavorativo dei nostri assistiti! Non stiamo parlando di merci, bensì di persone".

 

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