Classe 1996, punto fermo della Juventus Women, un passato nelle grandi del calcio femminile come Torres e Verona, Aurora Galli è oggi la giocatrice che chiunque allenatore vorrebbe avere nella sua squadra. Centrocampista moderno, capace di ricoprire più ruoli sia in fase di interdizione che di costruzione del gioco. Aurora riesce facilmente a giocare a testa alta con la palla tra i piede come poche calciatrici in circolazione. 

Al termine di Italia-Belgio, la calciatrice si è concessa ai microfoni di L Football Magazine per una bella intervista.

Aurora quali emozioni hai provato nel giocare e vincere una partita così importante con tanta gente sugli spalti?

"Il contorno che c’è stato a Ferrara ci ha dato quello stimolo in più che ci ha permesso di ribaltare il risultato dopo un inizio che ci ha viste subire un gol. Sapere di giocare davanti a così tanto pubblico che è venuto a tifarci è davvero motivo di orgoglio, in più siamo riuscite a portare a casa il risultato è a far vedere chi siamo".

Il CT e le tue compagne sono tutte concordi nel dire che questa nazionale è formata da un gruppo molto unito. Cos’è che  fa davvero la differenza in campo e fuori?

"La differenza sta di sicuro nell’Unione e nella complicità che c’è sia tra noi ragazze ma anche tra noi e lo staff. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo e ognuno compie il suo ruolo nel miglior modo possibile".

 

Clicca qui per leggere l'intervista integrale a firma Giuseppe Berardi.

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