Pochi giorni fa Elena Linari ha firmato il contratto che la legherà all'Atletico Madrid. Un trasferimento prestigioso per una ragazza che in Italia vanta un palmares di prim'ordine fatto di tre scudetti, quattro Coppe Italia e due Supercoppe Italia, ma anche ricordi personali come anche vinto il premio quale migliore difensore italiano,  il maggior numero di presenze nelle nazionali giovanili (29) e l’Italian Values Award. Elena si è raccontata ai microfono di Calciofemminileitaliano.it.

"Ho scelto di fare un'esperienza all'estero perché credo che sia arrivata l’età giusta per farlo, l’età in cui una ragazza inizia veramente a maturare. Si trattava di un’esperienza che volevo fare ma solo se avessi trovato la squadra giusta, una squadra che mi avesse fortemente voluto. Mai avrei forzato questa eventualità in nessun’altra maniera perché si tratta non solo di un’esperienza calcistica, bensì di un’esperienza di vita - ha dichiarato -. Il destino ha voluto che arrivasse questa grande squadra che mi ha fortemente voluto e la cosa più bella è stata il rapporto che c’è ancora con la Fiorentina, perché per me la maglia viola rimane come una seconda pelle, io sono tifosa dentro e poi giocatrice e non potrei mai tradire la Fiorentina. L’affetto che mi hanno dimostrato i tifosi viola, nonostante il saluto, mi ha accresciuto e confermato questa sensazione".

 

"L’Atletico Madrid mi ha voluto fortemente. Fin dall’inizio si è creato un bel rapporto con loro che hanno conosciuto, oltre il mio procuratore, anche la mia famiglia. Da quel punto non ho voluto prestare attenzione ad altre possibilità. Ho capito che si trattava della squadra giusta per me per farmi crescere e ho riscontrato che le loro volontà combaciavano con le mie - ha proseguito -. La volontà dell’Atletico Madrid di avermi con loro si era già manifestata alla fine dell’europeo scorso ma io non ero pronta, oltretutto avevo già parlato con la Fiorentina e avevo dato disponibilità per fare ancora un altro anno. Dissi di no perché non era giusto nei confronti della Fiorentina non potevo lasciare la squadra ad inizio ritiro e poi volevo ancora restare a Firenze perché oltretutto c’era un campionato e una champions da giocare. Quando dissi di no ero consapevole del fatto che avrebbero potuto anche non richiamarmi più, ma la mia volontà era di rimanere a Firenze e con la Fiorentina avevo trovato questo accordo. Quando mi hanno richiamato non ho potuto dire di no di nuovo perché volevo fare questa esperienza".

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