È una grande esperienza sportiva e di vita quella che Elena Linari sta vivendo all'Atletico Madrid. La giocatrice toscana è tra i pilastri della squadra capolista della Liga e migliore espressione del Made in Italy all'estero declinato nel mondo del calcio al femminile.

Dopo le fortunate esperienze con Brescia e Fiorentina, infatti, Elena ha tentato con successo il salto nel professionismo e i risultati non hanno tardato ad arrivare nonostante le differenze tra il calcio spagnolo e quello italiano: "Le differenze principali, secondo me, sono di metodologia di gioco. Qui in Spagna si va di tiqui-taca, di passaggi a terra, il lancio lungo è guardato sempre con diffidenza, è una questione di cultura - ha raccontato a Tuttosport -. Il calcio, anche al femminile, in Italia è più tattico e più organizzato, meno aperto. Qui si è più spavaldi: corri, corri, palla a terra e vedi quello che succede. Un’altra differenza che ho potuto constatare riguarda la profondità della rosa: all’Atletico, l’organico è di 22 giocatrici ai massimi livelli e questo permette di aumentare l’intensità".

"In cima alla classifica della Liga si sta benone, è proprio una bella sensazione. È da settembre che l’Atletico Madrid è davanti a tutte: ci vogliamo rimanere, le altre squadre ci affrontano con il coltello fra i denti ed è una difficoltà in più. Il Barcellona ci insegue ed è piuttosto vicino, ma siamo avanti di tre punti. Vogliamo vincere il campionato e la Copa de la Reina - ha aggiunto -. Qui mi trovo molto bene e di nostalgia non ne ho. Sto vivendo bene questa avventura, come un’esperienza che mi sta permettendo di crescere tanto. Volevo farlo da quando avevo 14 anni, sto conoscendo giocatrici di altissimo calibro, sto maturando a livello calcistico e soprattutto umano".

Il 2019 è l'anno del Mondiale e l'Italia vuole recitare un ruolo da protagonista: "Sulla carta abbiamo un girone più abbordabile rispetto ad altri, con avversarie alla portata. Sappiamo però che Australia e Brasile possono impensierirci con caratteristiche diverse: l’Australia è fisica, il Brasile è tecnico, dovremo preparare bene le due partite e partire con il piede giusto ti dà morale. Il prossimo Torneo di  Cipro ci servirà perché abbiamo una partita ogni tre giorni: sarà il ritmo di match che avremo al Mondiale, la parte fisica ci manca rispetto alle altre squadre e dobbiamo ricreare quella che sarà la normalità di giugno".

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