Grazie al successo di ieri per 1-0 la Juventus Women ha messo una seria ipoteca sulla conquista dello scudetto. La squadra di Lisa Boattin, Arianna Caruso, Aurora Galli e Federica Russo si è imposta per 1-0 sulla Fiorentina Women's di Alice Tortelli portandosi a quattro punti della formazione viola.

Punteggio a parte, quello che si è vissuto ieri è stato un pomeriggio che è destinato a segnare un nuovo inizio per il calcio femminile italiano, con numeri da record, partendo dagli ascolti tv. Come conferma Sky la partita trasmessa in diretta è stata seguita da 342.628 spettatori medi, con il 2,68% di share e 1.033.546 spettatori unici: si tratta del miglior risultato di sempre per una partita di calcio femminile su Sky (superato così il precedente record d’ascolti appartenente a Juventus-Milan del 17 febbraio, con 135 mila spettatori medi e 575mila spettatori unici). A questi si vanno ad aggiungere gli oltre 39.000 presenti all'Allianz Stadium che hanno permesso di registrare il tutto esaurito al botteghino.

Giocare con un cornice di pubblico simile non è da tutti i giorni ma soprattutto le calciatrici della Juventus sono state brave a sfruttare al massimo la spinta dei propri sostenitori, come ha evidenziato Lisa Boattin ai microfoni di Sky Sport: “È stato un regalo bellissimo giocare in questo stadio. Abbiamo provato un’emozione grandissima per tutta la settimana ed entrare oggi e vedere tutta quella gente faceva un po’ tremare le gambe, almeno nei primi minuti”.

È stata una bella partita e una festa dello sport, come sottolineato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Il movimento femminile sta crescendo, la Federcalcio ha il diritto e il dovere di valorizzare al massimo questo prodotto che ha dimostrato di essere una disciplina leader in quasi tutte le nazioni sportivamente più evolute”.

Tutto ció non ci sorprende, come sottolinea Alessandro Orlandi, fondatore di Studio Assist & Partners: “Il nostro progetto nel calcio femminile nasce nel 2015, quando attorno a noi c’era tanto scetticismo e nessun riflettore era acceso sul movimento, media ed aziende erano completamente disinteressati e gli stessi top club erano ancora inattivi. Scommettere e lavorare sul valore umano oltre che professionale di queste atlete si sta dimostrando un’iniziativa vincente, ma non avevamo grossi dubbi sin da principio! Ora l’ultimo step decisivo sarà il passaggio al professionismo, normalità in tutti gli altri principali paesi del mondo. Le ragazze se lo meritano ed eventi di questo calibro sono la giusta ricompensa per i loro costanti sacrifici”.

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