Studio Assist & Partners crede fortemente nella valorizzazione dei giovani e per questo è sempre alla ricerca di talenti che possano lasciare un segno importante nei nostri campionati. Per fare un quadro generale, abbiamo intervistato Davide Tessaro, Direttore Ricerca & Sviluppo che proprio in questo settore svolge la sua attività.

Davide, come valuta il livello complessivo dei tornei giovanili?

“Il livello è cresciuto molto, soprattutto nell'ultimo anno. Basti pensare che chi vince il campionato nazionale riservato alle squadre di Serie C, poi non sfigura al cospetto dei pari età di A e B, come accaduto l'anno scorso al Pordenone Under 17 contro la Roma. L'introduzione della categoria Under 18, inoltre, può favorire i ragazzi per arrivare più preparati alla Primavera”.

E quello della Serie D?

“Anche in questo caso si sta assistendo a un miglioramento, favorito dell'arrivo costante di tanti giocatori over che, ad esempio, non hanno trovato collocazione tra i professionisti. Per quanto riguarda gli under, si sta assistendo a un fenomeno sempre più frequente di calciatori che arrivano da club di A e B che scendono in D per giocare e migliorare. Il caso dell'Hellas Verona che presta giocatori al Mantova è emblematico”.

Quali sono le differenze tra giocare in un settore giovanile o in Serie D?

“Le differenze sono parecchie, innanzitutto per il peso del risultato che in D è più marcato. Ci si scontra con uomini che lo fanno di lavoro e per un ragazzo alla prima esperienza questo è formativo sotto tanti aspetti. Si deve gestire la pressione quotidiana, ma anche l'aspetto tecnico. Noi vediamo la D come un campionato performante ed educativo per crescere e capire l'importanza della gara e della quotidianità. Giocare con i 'grandi' è più utile rispetto a fare , ad esempio, due anni consecutivi con la Primavera. Stesso discorso vale per il campionato Berretti.”.

Chi sono i nostri assistiti che meglio si stanno comportando in D?

“Tra gli over dico Jacopo Coletta, per le prestazioni e i numerosi 'clean sheet' che sta facendo segnare con la Lucchese. È arrivato con la squadra che era in zona retrocessione e ora i rossoneri sono secondi a un punto dalla prima. Poi c'è Matteo Gerbaudo a Foggia, che si sta ripetendo dopo il grande anno ad Avellino culminato con la vittoria del campionato. Tra i giovani faccio tre nomi: Francesco Renolfi, classe 2001, di proprietà del Novara che sta facendo molto bene a Borgosesia; Yuri Salvaterra, giocatore del 2000, di proprietà del SudTirol in prestito al Dro che sta giocando con continuità; ma anche Filippo Austoni, cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta e di proprietà della Sambenedettese che quest'anno, al Sondrio, sta facendo benissimo”.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla seconda parte di stagione?

“Tanto spettacolo e impegno. Per i giovani sarà importante cercare di avere più spazio possibile per crescere e per gli over mettersi in mostra in virtù della prossima stagione, visto che molto direttori tra poco inizieranno a programmare il futuro”.

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