In attesa di capire se e come si concluderà la stagione 2019/2020, possiamo dire con certezza che l’anno post Mondiale ha permesso al movimento del calcio femminile di fare un ulteriore passo avanti nella propria crescita e questo percorso si concluderà quando arriverà il riconoscimento del professionismo sportivo per le calciatrici.

Di tutto questo il fondatore di Studio Assist & Partners, Alessandro Orlandi, ha parlato ai microfoni di TMW Radio: “Il nostro impegno nel calcio femminile è iniziato nel 2015 in un modo curioso. Durante alcuni viaggi di lavoro all’estero, abbiamo notato partite femminili trasmesse in chiaro, rilevanza mediatica del movimento e giocatrici presenti sulla cartellonistica pubblicitaria: questa situazione lampante oltre i nostri confini ci ha fatto accendere la lampadina. Da quel momento abbiamo aperto anche la divisione femminile, applicando le metodologie di lavoro consuete con i colleghi calciatori anche con il calcio in rosa, sottolineo con una logica paritaria. Siamo partiti dall'assistenza e gestione a 360° dell'atleta, mettendo a disposizione delle ragazze la nostra struttura professionale, in modo da tutelare i loro diritti e al tempo stesso di ottimizzare i loro sacrifici. Abbiamo valorizzato le nostre calciatrici operando con la "logica dei piccoli passi", poggiando costantemente nel percorso insieme a loro un mattoncino dopo l’altro e traslando la nostra dinamica di lavoro del campo maschile anche in quello femminile”.

Quanto accaduto dopo il Mondiale non ci sorprende affatto, la Nazionale è stata superlativa - ha aggiunto -. Ora speriamo che arrivi il professionismo, ma questo dipende da Stato e Federazione. Sarebbe il giusto premio per decenni di sacrifici e duro lavoro... Le ragazze impegnate nel nostro campionato hanno dimostrato di essere eccezionali, ma per alzare l’asticella chi potrà permetterselo dovrà pescare anche dall’estero”.

 

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