Si è svolta martedì 19 maggio la seconda puntata di Soccer Talks, il nuovo format ideato e realizzato da Studio Assist & Partners per analizzare il momento del calcio italiano. Gli ospiti di questa settimana sono stati Stefano Stefanelli (direttore generale del Carpi), Francesco Panfili (responsabile scouting del Perugia), Fabio Massimo Conti (direttore generale della Fermana) e Christian Bruccoleri (ex capo scout di Benevento e Novara).

"Siamo partiti tra tante difficoltà, ma alla fine abbiamo colto un risultato importante. Ora vedremo cosa accadrà, ma noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi decisione. Lo scouting è il futuro ed è importante per le società. Io posso dire che è dura quando lavori in società che, per un motivo e per l'altro, non riescono a strutturarsi perché ti devi sdoppiare, ma questo magari significa non arrivare. Spesso si parla male degli agenti, ma chi reputo un agente bravo lo utilizzo come risorsa, perché quando parli con lui capisci se ti propone un giocatore perché deve o perché c'è dietro un'analisi importante. Io penso che la forza e la gamba per un calciatore ora siano fondamentali e mi piacciono i giocatori che esprimono un gesto bello. Il modello a Carpi non può che essere quello di chi ha fatto grandi cose prima. Quest'anno abbiamo fatto bene e spero di poter crescere a prescindere dalla categoria. La riforma? Bisogna portare la sostenibilità nel calcio professionistico senza costringere le società a sottostare a logiche di età e minutaggio, come farlo non sta a me dirlo", ha detto Stefanelli.

"La ripartenza? Penso che il presidente del Perugia sia stato chiaro e io confermo le sue parole. In Serie C la situazione è anche più complicata ed è difficile sbilanciarsi su argomenti così. C'è un organo competente e ci atterremo alle sue decisioni - dice Panfili -. Io penso che per noi scout questa pausa sia stata una grande occasione e l'ho vissuta come una clausura per fare quello che mi piace di più, vale a dire vedere tantissime partite. La partita live dà emozioni e il calcio è come una bella donna, ma una bella donna lo è tanto in TV quanto dal vivo. La prima cosa che guardo in un giocatore? Se parliamo di un calciatore per la prima squadra traccio delle linee mie: di un centrocampista cerco di capire lo stop orientato, i ritmi e se gioca filtrante. In un difensore centrale guardo la personalità: se esce palla al piede negli ultimi 5' mi impressiona, poi dipende se la società vuole un difensore che marca o che imposta. Di un trequartista ti innamori a pelle. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche e così gli osservatori. In generale non segnalo mai un giocatore piatto. Il futuro? Quando ho iniziato avevo due desideri: il primo era conoscere Walter Sabatini, il genio degli ultimi vent'anni per chi ama il calcio, colui che ha scoperto più talenti e l'ho fatto; il secondo era lavorare con Roberto Goretti e ci sono riuscito. Il mio sogno è continuare il percorso fatto con Goretti".

"Come si lavora in questo periodo? Abbiamo individuato alcuni giocatori in D, con qualcuno abbiamo fatto delle chiacchiere, ma ora siamo in condizioni particolari. Magari l'anno prossimo ci dovrà essere un suo di under superiore e vogliamo farci trovare pronti. Tecnici come Destro fanno della fisicità e della solidità definita le armi che ci hanno permesso di vincere un campionato di Serie D, salvarci in C e poi fare i playoff. Quest'anno, con Antonioli in panchina, abbiamo cercato giocatori diversi. Personalmente a me piacciono giocatori forti nell'uno contro uno, che creano superiorità numerica. La qualità è un fattore imprescindibile - ha detto Fabio Massimo Conti -. L'Atalanta, in questo momento, è un esempio di programmazione. Quando vedi le loro partite vedi la trasformazione in risultati concreti in quello che è il lavoro di anni, partendo dal settore giovanile da cui sono usciti calciatori con cui fare plusvalenze buone per portare l'a squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo. Giovanni Sartori è un direttore di cui si parla troppo poco. La riforma? Il numero delle squadre professionistiche è un falso problema. Devono essere aumentate le risorse per creare sostenibilità per i campionati inferiori, altrimenti ogni anno si fanno gli stessi discorsi. Se aggiungiamo uno o due punti della legge Melandri per la Serie C si risolverebbero tanti problemi".

"Io ho approfittato del fatto di essere fermi per analizzare video e arricchire il mio database, ma speriamo di ripartire tutti presto - ha aggiunto Christian Bruccoleri -. Quando vedo un giocatore per la prima volta, cerco di capire se sia funzionale al progetto. Se sto guardando un giocatore della Primavera mi focalizzo sulla personalità, sullo spirito d'iniziativa e sulla consapevolezza dei propri mezzi, aspetti decisivi quando ci sono in palio punti pesanti. Il mio futuro? La categoria non conta, voglio lavorare dove c'è un progetto serio e dove posso esprimermi".

 

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