Nonostante l'emergenza Covid-19, il Foggia ha vissuto una stagione davvero positiva e ricca di soddisfazioni. Tra i protagonisti di questo campionato c'è stato, senza dubbio, Matteo Gerbaudo che, con la costanza e il lavoro, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nell'undici rossonero, rivelandosi spesso l'elemento in più.

Matteo, possiamo dire che sei uno specialista in annate importanti in piazze impegnative. Cosa ti resta dell'esperienza in rossonero?

"Devo dire che in questi due anni ho ottenuto dei risultati strabilianti. È vero, le piazze per cui ho giocato avevano l’obbligo di vincere, ma farlo non è mai facile, sopratutto perché contro squadre come Avellino e Foggia tutti giocano alla morte. A Foggia mi sarebbe piaciuto vincere il campionato sul campo poiché mancava ancora tanto e poi avevamo lo scontro diretto in casa. Eravamo a un punto di distanza ma secondo me avremmo vinto. Inizialmente è stata un’esperienza difficile, ma pian piano che passavano le settimane, mi sentivo sempre meglio. Lo dimostra il fatto che ho chiuso a febbraio con cinque gol e tre assist giocando praticamente la prima partita ad ottobre senza ritiro. Mi sono trovato bene e chissà... A me piacerebbe rimanere perché Foggia è Foggia".

A livello strettamente tecnico sei stato tra gli elementi più preziosi e i tuoi numeri parlano da soli?

"Come ti dicevo, si. La cosa brutta però è che ormai gli addetti ai lavori si basano solo su quelli, senza poi andare a fondo e valutare l’intera prestazione".

Che differenze hai trovato rispetto all'esperienza di Avellino?

"Avellino e Foggia hanno tante differenze, ma non c’è una migliore o una peggiore. Sono due piazze storiche del calcio italiano e che sono orgogliosissimo di aver aiutato a ritornare perlomeno dove gli spettava".

Come hai vissuto il lockdown?

"Inizialmente l’ho patito un po’, ho avuto bisogno giusto di qualche giorno di assestamento. Poi ho trovato il mio equilibrio, anche grazie alla mia fidanzata. Mi sono allenato tutti giorni anche due volte al giorno a tal punto che quando c’è stata la fase 2 sembrava non avessi perso due mesi di lavoro".

Tra poco i campionati termineranno, ma tu stai già guardando al futuro allenandoti duramente. Cosa ti aspetti per il futuro?

"Non vedo l’ora di ricominciare. Se mi fermo a pensare mi tremano le gambe. Mi manca la preparazione della partita in settimana, mi manca la partita. Mi manca il calcio. Ho ricevuto diversi sondaggi interessanti da club di Serie C il che mi lascia ben sperare".

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